E’ dall’ultimo mese dello scorso anno che il cambio tende a mantenere un andamento laterale indicativamente incluso tra una facia di resistenze attorno 1.35 e una zona di supporto che ha in 1.2970 e 1.2870 due livelli chiave. Con oggi l’euro riesce a spingersi verso il suo massimo dalla fine del mese di novembre 2010 e tocca 1.3537 prima di ripiegare per stare ora attorno 1.3460.
Da qualche tempo tra le varie tecniche di analisi e di trading ho iniziato a buttare un occhio e ad approfondire quello che viene chiamato “Harmonic Trading”. Sommariamente, per non dilungarmi troppo, dico solamente che è un sistema di trading basato su pattern armonici, ossia che seguono i numeri di Fibonacci (e loro derivati) per la propria misurazione. Come le più classiche figure quali testa e spalle, doppio massimo e triangoli vari, qui vi sono figure chiamate bat, crab, gartley ecc…, ognuna con un proprio significato e una propria misurazione.
Questa settimana appena conclusasi è stata vissuta all’insegna dell’attesa dei risultati degli stress test per le bance europee. Questi sono stati falliti solo in 7 casi su 91, dimostrando una buona tenuta anche se qualche economista ha espresso la propria perplessità in merito ai criteri seguiti per giudicare la solidità delle banche: criteri troppo poco severi. Per gli USA si è notato come l’economia mostri alcuni problemi di ripresa, ma Bernanke nel suo discorso del 21 davanti al congresso ha affermato che se dovesse essere necessario la FED sarà pronta ad intervenire con le giuste contromisure per sostenere la ripresa. Vediamo però ora più nel concreto dal punto di vista del prezzo come si son mosse le maggiori coppie di valute.
Dopo i movimenti degli ultimi giorni trovo d’obbligo ritornare ad analzzare la coppia euro dollaro per evidenziarne i progressi e gli scenari possibili. Le notizie di indebolimento dell’economia americana e la buona riuscita del collocamento dei titoli di stato in questi giorni in Europa, esercitano una forte pressione nei confronti dell’euro che viene spinto ai massimi degli ultimi due mesi. Analizziamo però ora meglio dal punto di vista grafico cosa sta succedendo al cambio euro dollaro.
La lunga caduta che oramai caratterizza l’euro nei confronti del dollaro sta vivendo nell’ultimo mese un periodo di rialzo abbastanza marcato che dai minimi di 1.1876 ha condotto la divisa europea a quota 1.2671 nel momento esatto in cui vi sto scrivendo. La caduta si è arrestata attorno a quei livelli che avevano caratterizzato gli scambi un 5/6 anni fa e precisamente vicino alla fascia compresa approssimativamente tra 1.1760 e 1.1865. In caso di ripresa della caduta questi saranno i valori a cui si dovrà fare riferimento prima di vedere un’ulteriore prosecuzione al ribasso.
Gli scossoni che arrivano dalla Grecia hanno fatto crollare il cambio euro dollaro al di sotto di 1.32, valore che, per ritrovarlo nel passato, si deve ritornare indietro nel tempo di un anno. Il trend dal grafico si mostra sempre incanalato in una tendenza ribassista anche se oramai con una pendenza meno marcata rispetto l’inizio del downtrend.
La coppia EUR/USD è oramai in una decisa fase laterale che si protrae da oltre un mese, racchiusa tra le aree 1.3450 e 1.38. Da pochi giorni tuttavia questo movimento ha provocato la rottura di quella che era, fino al 12 marzo, la linea di tendenza ribassista che stava reggendo tutto il movimento dagli inizi dello scorso dicembre.