Questa settimana appena conclusasi è stata vissuta all’insegna dell’attesa dei risultati degli stress test per le bance europee. Questi sono stati falliti solo in 7 casi su 91, dimostrando una buona tenuta anche se qualche economista ha espresso la propria perplessità in merito ai criteri seguiti per giudicare la solidità delle banche: criteri troppo poco severi. Per gli USA si è notato come l’economia mostri alcuni problemi di ripresa, ma Bernanke nel suo discorso del 21 davanti al congresso ha affermato che se dovesse essere necessario la FED sarà pronta ad intervenire con le giuste contromisure per sostenere la ripresa. Vediamo però ora più nel concreto dal punto di vista del prezzo come si son mosse le maggiori coppie di valute.
Dopo i movimenti degli ultimi giorni trovo d’obbligo ritornare ad analzzare la coppia euro dollaro per evidenziarne i progressi e gli scenari possibili. Le notizie di indebolimento dell’economia americana e la buona riuscita del collocamento dei titoli di stato in questi giorni in Europa, esercitano una forte pressione nei confronti dell’euro che viene spinto ai massimi degli ultimi due mesi. Analizziamo però ora meglio dal punto di vista grafico cosa sta succedendo al cambio euro dollaro.
La lunga caduta che oramai caratterizza l’euro nei confronti del dollaro sta vivendo nell’ultimo mese un periodo di rialzo abbastanza marcato che dai minimi di 1.1876 ha condotto la divisa europea a quota 1.2671 nel momento esatto in cui vi sto scrivendo. La caduta si è arrestata attorno a quei livelli che avevano caratterizzato gli scambi un 5/6 anni fa e precisamente vicino alla fascia compresa approssimativamente tra 1.1760 e 1.1865. In caso di ripresa della caduta questi saranno i valori a cui si dovrà fare riferimento prima di vedere un’ulteriore prosecuzione al ribasso.
Gli scossoni che arrivano dalla Grecia hanno fatto crollare il cambio euro dollaro al di sotto di 1.32, valore che, per ritrovarlo nel passato, si deve ritornare indietro nel tempo di un anno. Il trend dal grafico si mostra sempre incanalato in una tendenza ribassista anche se oramai con una pendenza meno marcata rispetto l’inizio del downtrend.
La coppia EUR/USD è oramai in una decisa fase laterale che si protrae da oltre un mese, racchiusa tra le aree 1.3450 e 1.38. Da pochi giorni tuttavia questo movimento ha provocato la rottura di quella che era, fino al 12 marzo, la linea di tendenza ribassista che stava reggendo tutto il movimento dagli inizi dello scorso dicembre.
Basta uno sguardo veloce al grafico giornaliero per notare come l’euro si trovi ancora in un trend ribassista nei confronti del dollaro dopo gli ultimi massimi registrati nel novembre scorso. Attualmente il movomento al ribasso si trova racchiuso in un canale ma proprio con il piccolo rimbalzo degli ultimi giorni si nota il raggiungimento di un importante livello di supporto in area 1.3650, livello toccato parecchie volte in precedenza sia su base giornaliera che settimanale nel 2004, 2007, 2008 e 2009.
L’analisi odierna del grafico mostra come il tasso di cambio abbia subito un significativo rialzo durante tutta la giornata avvicinandosi a quelli che sono i massimi segnati qualche settimana fa.
Contestualizzando il movimento all’interno di un grafico con timeframe daily, si nota come la candela odierna confermi la ripresa del movimento rialzista posizionandosi al di sopra della media mobile a 21 periodi dopo che qualche giorno fa era stata testata con un movimento di ribasso. Il rialzo viene supportato anche dagli oscillatori RSI e Stocastico i quali, in ordine, si trovano rispettivamente al di sopra del livello 50 segnalando andamento rialzista e al di sopra di poco del livello venti avendo la linea di segnale incrociato al rialzo. Il tutto lascia presagire su scala temporale più ampia un proseguo della salita del cambio euro dollaro.