Il servizio investimenti di Moody’s ha reso noto il taglio di rating dell’Irlanda, portando come motivazione il crescente peso del debito oltre che a prospettive di crescita debole associete ad un alto costo di ricostruzione di un sistema bancario a pezzi. L’agenzia di rating ha così abbassato il suo giudizio sul credito irlandese passando da Aa1 ad Aa2, con un outlook stabile che non dovrebbe far prevedere nel breve altri tragli.
Questa mattina l’Eurostat ha reso noto che per l’eurozona la bilancia commerciale contro ogni aspettativa ha fatto riscontrare un deficit pari a -3.4 miliardi di euro per il mese di maggio che si contrappone al surplus fatto registrare un anno fa nello stesso mese che era pari a 2.2 miliardi. L’attesa era per un surplus di 0.8 miliardi, mentre il dato precedente è stato rivisto al ribasso a 0.3 miliardi.
Le richieste dei sussidi di disoccupazione, la scorsa settimana, sono calate oltre le aspettative. Il calo ha visto una discesa di 29000 unità portando il totale a quota 429000 contro quella che era l’aspettativa degli economisti identificata a quota 450000 dal precedente dato di 454000. Il dato è il più basso dall’agosto 2008 a detta del Dipartimento del Lavoro.
Migliora oltre le aspettative il calo dei sussidi di disoccupazione richiesti nel Regno Unito, facendo segnare un -20.8K a fronte del previsto -20.1K, mentre al contempo il tasso di disoccupazione fa segnare un 7.8% contro la previsione del 7.9%. Giugno risulta essere dunque il quinto mese consecutivo di calo per le richieste di sussidio.
I dati rilasciati nel primo pomeriggio ora italiana, evidenziano come il deficit della bilancia commerciale americana sia andato ben oltre le aspettative degli economisti. Le previsioni che si attestavano attorno ai 39 miliardi di dollari, sono state sconfessate da un dato reale di 42,3 miliardi di dollari; il 4,8% in più. Il deficit della bilancia commerciale si attesta dunque sui più alti livelli dal passato novembre 2008.
Moody’s ha tagliato il rating del portogallo portandolo dal precedente AA2 all’attuale A1, portando come motivazione al proprio operato il deterioramento del debito della nazione e le scarse prospettive di crescita per il futuro. Questa azione conclude la revisione iniziata il 5 di maggio passato.
“Gli eventi degli ultimi mesi hanno reso chiaro che è tutt’ora troppo presto per dichiarare che la crisi è finita”. Queste le parole pronunciate in mattinata da Jean-Claude Trichet durante l’incontro della Banca Centrale Europea. Il giorno dopo la riconferma dei tassi all’1% Trichet ha affermato inoltre che la BCE è contro la visione secondo cui i tagli alla spesa pubblica possano rallentare la crescita.