La giornata di oggi ha visto rilasciato il dato relativo alla fiducia dei consumatori sia per il motore d’Europa, la Germania, che per gli Stati Uniti. Per la prima il risultato è stato soddisfacente, chiaro riscontro di una situazione che sta migliorando, per i secondi invece non va altrettanto bene e si ritrovano nuovamente ai livelli di febbraio.
I risultati degli stress test mostrano una larga maggioranza di banche che passano il test sulla loro solidità a fronte di una ipotetica situazione di crisi finanziaria. I numeri indicano che sulle 91 banche controllate solo 7 non passano il test. Per l’Italia tutte promosse, mentre quelle che incorrono in difficoltà sono 5 spagnole, 1 tedesca e 1 greca.
Meno di 24 ore all’annuncio dei risultati degli stress test per 91 banche del vecchio continente. Domani, venerdì 23 luglio 2010, e ancor più precisamente alle ore 18, verranno resi noti da parte delle banche centrali di ogni singola nazione i risultati sulla capacità delle banche di resistere ad una nuova eventuale crisi. Lo spirito che pervade il mercato è comunque di fiducia e sono in molti a pensare che l’annuncio che verrà rilasciato domani, non potrà che essere positivo e confortante.
I dati dell’indice PMI rilasciati in mattinata, a soropresa, evidenziano un’Europa dalla crescita inaspettata, confutando le previsioni degli esconomisti che vedevano invede un rallentamento. Viene in questo modo sconfessata quella paura che aleggia in questi giorni per il rischio di una doppia profonda recessione. L’idice PMI manifatturiero è salito a 56.5 in luglio dal precedente 55.6 di giugno sconfessando l’attesa per un 55.2. L’indice dei servizi è salito a 56 da 55.5 smentendo la previsione che lo vedeva a quota 55.
Ben Bernanke durante il discorso di ieri, mercoledì 21, ha sottolineato come l’attuale situazione economica americana resti insolitamente incerta e che la banca centrale resta pronta ad intervenire per garantire il sostegno alla ripresa economica. Proprio in merito a questo riguardo è stata la precisazione che i tassi a questi livelli sono necessari per accelerare l’economia e l’intenzione è di lasciarli invariati per un periodo esteso. Bernanke ha smentito le paure di una doppia caduta nella recessione, ammettendo tuttavia che l’andamento dell’economia rimane fragile.
Come già rilevato ieri, per il mercato immobiliare USA non è un momento facile e dopo la crisi di fiducia dei costruttori diffusa con il dato homebuilders confidence, oggi è il turno dell’housing starts, indicatore dei nuovi cantieri edilizi residenziali. Come era evidente, finito l’incentivo statale sull’acquisto delle nuove case, le nuove costruzioni hanno subito un arresto, ma quello che gli economisti non si aspettavano era un così brusco rallentamento. Il calo rispetto a maggio è stato del 5% e sempre il dato di maggio è stato rivisto al ribasso di ben 14 punti percentuali.
La giornata di oggi fa proseguire la serie di dati macroeconomici negativi della scorsa settimana per gli USA. E’ stato rilasciato infatti l’indice sulla fiducia dei costruttori di abitazioni che da risultare un valore che non si vedeva da oltre un anno. Il dato rilasciato è pari a 14 contro una previsione di 16; sempre a 16 è stato viso al ribasso il dato di giugno (precedentemente 17). Questo indice è utile ricordarlo da un segnale positivo quando si trova oltre la soglia del 50 e questo è accaduto per l’ultima volta nel 2006 prima dell’ultima recente crisi di cui possiamo vedere gli effetti tutt’oggi.