Il servizio investimenti di Moody’s ha reso noto il taglio di rating dell’Irlanda, portando come motivazione il crescente peso del debito oltre che a prospettive di crescita debole associete ad un alto costo di ricostruzione di un sistema bancario a pezzi. L’agenzia di rating ha così abbassato il suo giudizio sul credito irlandese passando da Aa1 ad Aa2, con un outlook stabile che non dovrebbe far prevedere nel breve altri tragli.
Moody’s ha tagliato il rating del portogallo portandolo dal precedente AA2 all’attuale A1, portando come motivazione al proprio operato il deterioramento del debito della nazione e le scarse prospettive di crescita per il futuro. Questa azione conclude la revisione iniziata il 5 di maggio passato.
“Gli eventi degli ultimi mesi hanno reso chiaro che è tutt’ora troppo presto per dichiarare che la crisi è finita”. Queste le parole pronunciate in mattinata da Jean-Claude Trichet durante l’incontro della Banca Centrale Europea. Il giorno dopo la riconferma dei tassi all’1% Trichet ha affermato inoltre che la BCE è contro la visione secondo cui i tagli alla spesa pubblica possano rallentare la crescita.
Sui mercati regna la paura per la fine della valuta europea e la scontata conseguenza è un nuovo indebolimento dell’Euro. Contro il dollaro i livelli registrati fanno fare un salto nel passato all’epoca della crisi Lehman Brtohers. In concomitanza si possono osservare nuovi massimi sull’oro.
Dopo la positiva notizia giunta nel weekend dove ad Atene venivano garantiti aiuti per 110 miliardi con l’approvazione della Germania, non è occorso molto per avere un susseguirsi di notizie secondo le quali i soldi stanziati potrebbero non bastare.
Oltre ai 110 miliardi, la Grecia potrebbe necessitare da qui al 2012 di una ulteriore iniezione di 40 miliardi di euro portando il totale a 150. Questi soldi dovrebbero essere ottenuti dal mercato gia dal prossimo anno, sebbene diversi economisti si dimostrano dubbiosi che la Grecia possa così in breve tempo tornare a raccogliere denaro.
Annunciato da parte dell’agenzia S&P il downgrade della Spagna che porta in pochi minuti un crollo pesante dell’euro in particolare contro il dollaro dare il definitivo raggiungimento dei minimi da un anno portandosi nei pressi del livello 1.3130.
Purtroppo questo è un mercato dove le buone notizie faticano a trovare spazio e quello che mostra in questi giorni l’economia è solo sintomo di un’accresciuta paura per il caso greco, oltre al timore di un rapido dilagare di questa infezione dei bilanci pubblici verso altre nazioni. Le vendite sui titoli di stato Greci hanno infatti spinto al ribasso anche i bond governativi di stati come Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia.
Gli spread si amplificano enormemente e spingono al 13% il rendimento dei titoli a due anni mentre per i bond decennali il rendimento oltrepassa il 9% facendo segnare uno spread di oltre 650 punti base nei confronti del bund.