Solo pochi mesi fa si parlava di exit strategy e di come potesse essere attuata, ora invece, sopratutto dopo la riunione di ieri del FOMC (Federal Open Market Commettee), la banca centrale americana si trova a dover nuovamente sostenere l’economia. La paura di un’ingresso in una situazione dominata dalla deflazione, spinge la FED a proseguire la politica di quantitative easing andando ad acquistare nuovi titoli di stato americani.
E’ stato rilasciato nella serata di oggi il Beige Book della FED. Nel complesso quello che emerge è un’economia che in alcune zone del paese mantiene salda la sua ripresa mentre in altre incontra alcuni segni di rallentamento e difficoltà. Delle dodici regioni coinvolte dall’indagine è in Cleveland e in Kansas City che la ripresa si mantiene salda, mentre il rallentamento si fa sentire in Atlanta e in Chicago.
I risultati degli stress test mostrano una larga maggioranza di banche che passano il test sulla loro solidità a fronte di una ipotetica situazione di crisi finanziaria. I numeri indicano che sulle 91 banche controllate solo 7 non passano il test. Per l’Italia tutte promosse, mentre quelle che incorrono in difficoltà sono 5 spagnole, 1 tedesca e 1 greca.
Meno di 24 ore all’annuncio dei risultati degli stress test per 91 banche del vecchio continente. Domani, venerdì 23 luglio 2010, e ancor più precisamente alle ore 18, verranno resi noti da parte delle banche centrali di ogni singola nazione i risultati sulla capacità delle banche di resistere ad una nuova eventuale crisi. Lo spirito che pervade il mercato è comunque di fiducia e sono in molti a pensare che l’annuncio che verrà rilasciato domani, non potrà che essere positivo e confortante.
Ben Bernanke durante il discorso di ieri, mercoledì 21, ha sottolineato come l’attuale situazione economica americana resti insolitamente incerta e che la banca centrale resta pronta ad intervenire per garantire il sostegno alla ripresa economica. Proprio in merito a questo riguardo è stata la precisazione che i tassi a questi livelli sono necessari per accelerare l’economia e l’intenzione è di lasciarli invariati per un periodo esteso. Bernanke ha smentito le paure di una doppia caduta nella recessione, ammettendo tuttavia che l’andamento dell’economia rimane fragile.
Il servizio investimenti di Moody’s ha reso noto il taglio di rating dell’Irlanda, portando come motivazione il crescente peso del debito oltre che a prospettive di crescita debole associete ad un alto costo di ricostruzione di un sistema bancario a pezzi. L’agenzia di rating ha così abbassato il suo giudizio sul credito irlandese passando da Aa1 ad Aa2, con un outlook stabile che non dovrebbe far prevedere nel breve altri tragli.
Moody’s ha tagliato il rating del portogallo portandolo dal precedente AA2 all’attuale A1, portando come motivazione al proprio operato il deterioramento del debito della nazione e le scarse prospettive di crescita per il futuro. Questa azione conclude la revisione iniziata il 5 di maggio passato.