I dati comunicati in mattinata mostrano un’economia in espansione per la zona euro, guidata da una Germania che vede la più veloce crescita del pil dai tempi della sua riunificazione due decenni fa. I dati trimestrali mostrano un incremento dell’1% rispetto i primi tre mesi dell’anno, superando le stime che si attestavano attorno allo 0.7%. Rispetto ad un anno fa si ha un progresso pari all’1.7% per il pil europeo. Un trimestre così forte non lo si vedeva da circa quattro anni.
Il dato rilasciato oggi in merito alle richieste di sussidi alla disoccupazione per la passata settimana mostra un miglioramento oltre le aspettative. Calano infatti di 11000 unità le richieste attestandosi ad un livello di 457000, contro previsioni su sondaggi Reuters che parlavano di richieste pari a 459000. Lo scorso dato è stato però rivisto al rialzo da 564000 a 568000. Con questo nuovo calo la media mobile di questo indice cala di 4500 punti verso quota 452500.
La giornata di oggi ha visto rilasciato il dato relativo alla fiducia dei consumatori sia per il motore d’Europa, la Germania, che per gli Stati Uniti. Per la prima il risultato è stato soddisfacente, chiaro riscontro di una situazione che sta migliorando, per i secondi invece non va altrettanto bene e si ritrovano nuovamente ai livelli di febbraio.
I dati dell’indice PMI rilasciati in mattinata, a soropresa, evidenziano un’Europa dalla crescita inaspettata, confutando le previsioni degli esconomisti che vedevano invede un rallentamento. Viene in questo modo sconfessata quella paura che aleggia in questi giorni per il rischio di una doppia profonda recessione. L’idice PMI manifatturiero è salito a 56.5 in luglio dal precedente 55.6 di giugno sconfessando l’attesa per un 55.2. L’indice dei servizi è salito a 56 da 55.5 smentendo la previsione che lo vedeva a quota 55.
Come già rilevato ieri, per il mercato immobiliare USA non è un momento facile e dopo la crisi di fiducia dei costruttori diffusa con il dato homebuilders confidence, oggi è il turno dell’housing starts, indicatore dei nuovi cantieri edilizi residenziali. Come era evidente, finito l’incentivo statale sull’acquisto delle nuove case, le nuove costruzioni hanno subito un arresto, ma quello che gli economisti non si aspettavano era un così brusco rallentamento. Il calo rispetto a maggio è stato del 5% e sempre il dato di maggio è stato rivisto al ribasso di ben 14 punti percentuali.
La giornata di oggi fa proseguire la serie di dati macroeconomici negativi della scorsa settimana per gli USA. E’ stato rilasciato infatti l’indice sulla fiducia dei costruttori di abitazioni che da risultare un valore che non si vedeva da oltre un anno. Il dato rilasciato è pari a 14 contro una previsione di 16; sempre a 16 è stato viso al ribasso il dato di giugno (precedentemente 17). Questo indice è utile ricordarlo da un segnale positivo quando si trova oltre la soglia del 50 e questo è accaduto per l’ultima volta nel 2006 prima dell’ultima recente crisi di cui possiamo vedere gli effetti tutt’oggi.
Questa mattina l’Eurostat ha reso noto che per l’eurozona la bilancia commerciale contro ogni aspettativa ha fatto riscontrare un deficit pari a -3.4 miliardi di euro per il mese di maggio che si contrappone al surplus fatto registrare un anno fa nello stesso mese che era pari a 2.2 miliardi. L’attesa era per un surplus di 0.8 miliardi, mentre il dato precedente è stato rivisto al ribasso a 0.3 miliardi.