I dati comunicati in mattinata mostrano un’economia in espansione per la zona euro, guidata da una Germania che vede la più veloce crescita del pil dai tempi della sua riunificazione due decenni fa. I dati trimestrali mostrano un incremento dell’1% rispetto i primi tre mesi dell’anno, superando le stime che si attestavano attorno allo 0.7%. Rispetto ad un anno fa si ha un progresso pari all’1.7% per il pil europeo. Un trimestre così forte non lo si vedeva da circa quattro anni.
Solo pochi mesi fa si parlava di exit strategy e di come potesse essere attuata, ora invece, sopratutto dopo la riunione di ieri del FOMC (Federal Open Market Commettee), la banca centrale americana si trova a dover nuovamente sostenere l’economia. La paura di un’ingresso in una situazione dominata dalla deflazione, spinge la FED a proseguire la politica di quantitative easing andando ad acquistare nuovi titoli di stato americani.
Il dato rilasciato oggi in merito alle richieste di sussidi alla disoccupazione per la passata settimana mostra un miglioramento oltre le aspettative. Calano infatti di 11000 unità le richieste attestandosi ad un livello di 457000, contro previsioni su sondaggi Reuters che parlavano di richieste pari a 459000. Lo scorso dato è stato però rivisto al rialzo da 564000 a 568000. Con questo nuovo calo la media mobile di questo indice cala di 4500 punti verso quota 452500.
E’ stato rilasciato nella serata di oggi il Beige Book della FED. Nel complesso quello che emerge è un’economia che in alcune zone del paese mantiene salda la sua ripresa mentre in altre incontra alcuni segni di rallentamento e difficoltà. Delle dodici regioni coinvolte dall’indagine è in Cleveland e in Kansas City che la ripresa si mantiene salda, mentre il rallentamento si fa sentire in Atlanta e in Chicago.
La giornata di oggi ha visto rilasciato il dato relativo alla fiducia dei consumatori sia per il motore d’Europa, la Germania, che per gli Stati Uniti. Per la prima il risultato è stato soddisfacente, chiaro riscontro di una situazione che sta migliorando, per i secondi invece non va altrettanto bene e si ritrovano nuovamente ai livelli di febbraio.
I risultati degli stress test mostrano una larga maggioranza di banche che passano il test sulla loro solidità a fronte di una ipotetica situazione di crisi finanziaria. I numeri indicano che sulle 91 banche controllate solo 7 non passano il test. Per l’Italia tutte promosse, mentre quelle che incorrono in difficoltà sono 5 spagnole, 1 tedesca e 1 greca.
Meno di 24 ore all’annuncio dei risultati degli stress test per 91 banche del vecchio continente. Domani, venerdì 23 luglio 2010, e ancor più precisamente alle ore 18, verranno resi noti da parte delle banche centrali di ogni singola nazione i risultati sulla capacità delle banche di resistere ad una nuova eventuale crisi. Lo spirito che pervade il mercato è comunque di fiducia e sono in molti a pensare che l’annuncio che verrà rilasciato domani, non potrà che essere positivo e confortante.