E’ dall’ultimo mese dello scorso anno che il cambio tende a mantenere un andamento laterale indicativamente incluso tra una facia di resistenze attorno 1.35 e una zona di supporto che ha in 1.2970 e 1.2870 due livelli chiave. Con oggi l’euro riesce a spingersi verso il suo massimo dalla fine del mese di novembre 2010 e tocca 1.3537 prima di ripiegare per stare ora attorno 1.3460.
Le ultime giornate hanno visto un sensibile recupero da parte del dollaro contro lo yen dopo che il governo giapponese è intervenuto attorno al livello 83 per vendere massicciamente la propria valuta al fine di arrestarne l’ascesa. Rotte due trendline minori, quella dalla fine di agosto e quella dalla fine di giugno, ora il cambio si appresta a testare una zona significativa sia per la presenza di resistenze statiche che per la presenza di iportanti resistenze dinamiche.
Da qualche tempo tra le varie tecniche di analisi e di trading ho iniziato a buttare un occhio e ad approfondire quello che viene chiamato “Harmonic Trading”. Sommariamente, per non dilungarmi troppo, dico solamente che è un sistema di trading basato su pattern armonici, ossia che seguono i numeri di Fibonacci (e loro derivati) per la propria misurazione. Come le più classiche figure quali testa e spalle, doppio massimo e triangoli vari, qui vi sono figure chiamate bat, crab, gartley ecc…, ognuna con un proprio significato e una propria misurazione.
Dopo i movimenti degli ultimi giorni trovo d’obbligo ritornare ad analzzare la coppia euro dollaro per evidenziarne i progressi e gli scenari possibili. Le notizie di indebolimento dell’economia americana e la buona riuscita del collocamento dei titoli di stato in questi giorni in Europa, esercitano una forte pressione nei confronti dell’euro che viene spinto ai massimi degli ultimi due mesi. Analizziamo però ora meglio dal punto di vista grafico cosa sta succedendo al cambio euro dollaro.
Il movimento rialzista degli ultimi due mesi che sta caratterizzando la sterlina nei confronti del dollaro americano, si trova dall’inizio del corrente mese in una fase di consolidamento che vede le quotazioni oscillare all’inerno di un canale laterale. Se la situazione attuale dovesse perdurare un efficace trading potrebbe essere effettuato semplicemente vendendo alla sommità del canale per invertire le posizioni una volta toccato il fondo, ovviamente aiutandosi magari con un oscillatore stocastico ben settato per cogliere i cambiamenti di trend al momento giusto. I livelli chiave del canale sono la resistenza attorno a 1.5220/30 e il supporto attorno al livello 1.5080.
La lunga caduta che oramai caratterizza l’euro nei confronti del dollaro sta vivendo nell’ultimo mese un periodo di rialzo abbastanza marcato che dai minimi di 1.1876 ha condotto la divisa europea a quota 1.2671 nel momento esatto in cui vi sto scrivendo. La caduta si è arrestata attorno a quei livelli che avevano caratterizzato gli scambi un 5/6 anni fa e precisamente vicino alla fascia compresa approssimativamente tra 1.1760 e 1.1865. In caso di ripresa della caduta questi saranno i valori a cui si dovrà fare riferimento prima di vedere un’ulteriore prosecuzione al ribasso.
Nella scorsa settimana di contrattazioni, sebbene iniziata dopo un weekend portatore di notizie positive, il sussegursi di comunicati e commenti negativi ha ulteriormente indebolito la moneta unica. Da lunedì si è assistito ad un crollo quasi verticale, calmato solo nell’ultima giornata con un leggero recupero. Sono stati toccati i minimi di oltre un anno fa.