La chiusura della candela daily del Dollar Index per la giornata appena terminata (4 novembre 2010) è chiara. L’annuncio di mercoledì della FED ha riattivato il declino che oramai da inizio estate vedeva coinvolto il dollaro.
Con un’economia che stenta a decollare e una disoccupazione sepre elevata la Banca Centrale americana non si è tirata indietro e ha annunciato un secondo intervento di quantitative easing per un valore di 600 miliardi di dollari distribuiti su di un arco temporale di 8 mesi. Questo intervento avrà impatto maggiore se si considera lo scorso piano ancora in atto e il reinvestimento dei soldi ottenuti da titoli in scadenza.
I 600 miliardi corrisponderanno quindi a 75 miliardi di aiuti mensili che potrebbero arrivare sin oltre i 100 con le precedenti considerazioni. Un intervento ingente che aiuta la borsa, in salita dopo l’annuncio, ma sfavorisce la divisa americana che procede la sua svalutazione contro le maggiori valute straniere.
A riprova di ciò il Dollar Index rompe la sua situazione di stallo e con oggi effettua una chiusura della candela giornaliera al di sotto del minimo che da circa la metà del mese scorso sorreggeva la discesa. Con la rottura del livello 76 ci si affaccia verso i successivi supporti attorno a 75 prima e 74 poi. Da tenere in considerazione è il supporto dinamico costituito dalla trendline che forma il canale ribassista e di cui si è abbastanza in prossimità. Gli oscillatori mostrano, per l’RSI un trend destinato all’indebolimento guidato da una trendline che dura da metà maggio, e per lo Stocastico una situazione che entra in zona di ipervenduto, tuttavia si è consapevoli che in situazioni di trend gli oscillatori tendono a perdere parte della propria capacità predittiva restando anche diverso tempo in zone di ipervenduto o ipercomprato. Per futuri rialzi sarà da monitorare sicuramente il livello appena violato per verificarne la resistenza e la trendline che collega il massimo di inizio settembre con quello di fine ottobre andando a formare una figura a cuneo.
In ultimo, per riportare un parere di un “big” della finanza, Bill Gross di PIMCO, questi si aspetta per il dollaro una svalutazione addirittura del 20% a partire da questi livelli. La parola ora al mercato.
Tags: dollar index, fed, federal reserve, quantitative index