Solo pochi mesi fa si parlava di exit strategy e di come potesse essere attuata, ora invece, sopratutto dopo la riunione di ieri del FOMC (Federal Open Market Commettee), la banca centrale americana si trova a dover nuovamente sostenere l’economia. La paura di un’ingresso in una situazione dominata dalla deflazione, spinge la FED a proseguire la politica di quantitative easing andando ad acquistare nuovi titoli di stato americani.
La manovra prevederà il reinvestimento dei titoli tossici in scadenza, in titoli del Tesoro a lungo termine. I tassi di interesse overnight sono inoltre stati lasciati invariati allo 0.25% (9 voti a favore e 1 contrario) e così rimarranno per un periodo abbastanza esteso, soprattutto in un’ottica di assenza del rischio di inflazione.
I dati macroeconomici continuano ad essere poco positivi e proprio l’eleveta disoccupazione costituisce il problema maggiore poichè proprio legata a lei risulta la spesa dei consumatori e la conseguente ripresa economica.
C’è tuttavia chi sostine che sebbene si continui a nominare una recessione a doppia V, i dati economici americani risultano positivi e la crescita è presente anche se magari le stime andranno ritoccate al ribasso dopo gli ultimi dati meno confortanti.
All’annuncio della FED lo yen ha risposto positivamente continuando a guadagnare terreno, mentre l’euro ha visto la rottura di un trend che proseguiva da oltre un mese per volgersi al ribasso.
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