La giornata di oggi ha visto rilasciato il dato relativo alla fiducia dei consumatori sia per il motore d’Europa, la Germania, che per gli Stati Uniti. Per la prima il risultato è stato soddisfacente, chiaro riscontro di una situazione che sta migliorando, per i secondi invece non va altrettanto bene e si ritrovano nuovamente ai livelli di febbraio.
L’indicatore per la Germania mostra un risultato pari a 3.9 contro previsioni leggermente inferiori che si attestavano a 3.6, valore anche della precedente rilevazione. Questa crescita della fiducia dei consumatori porta questo indice ai massimi dal novembre 2009. L’istituto GfK fa sapere che i consumatori si aspettano una ripresa non solo ai ritmi attuali, ma anche con un’accelerazione. L’idicatore per le aspettative economiche ha registrato un sensibile aumento da 31.3 a 36.8, il più alto dagli inizi della crsi. Le aspettative per un recupero dell’economia sono sostenute anche dal relativamente basso livello di disoccupazione che si attestava attorno al 7.5% a giugno.
Dall’altro lato dell’oceano Atlantico, meno bene se la passano gli Stati Uniti dove, i recenti acciacchi dell’economia, hanno minato la fiducia dei consumatori portandola indietro ai livelli del mese di febbraio. Il dato cala a 50.4 da un precedente, rivisto al rialzo, 54.3. Sono soprattutto i dubbi sul mercato del lavoro che fatica a riassorbire le persone oltre che su quello immobiliare a impensierire i cittadini americani coinvolti nel sondaggio. E’ di Robert Shiller, professore di economia all’Università di Yale, (anche coideatore dello S&P/Case-Shiller home price index) l’idea che una seconda ricaduta dell’economia sia probabile con rapporto superiore al 50%. Solo dopo si potrà procedere al risanamento da questa recessione.