Questa settimana appena conclusasi è stata vissuta all’insegna dell’attesa dei risultati degli stress test per le bance europee. Questi sono stati falliti solo in 7 casi su 91, dimostrando una buona tenuta anche se qualche economista ha espresso la propria perplessità in merito ai criteri seguiti per giudicare la solidità delle banche: criteri troppo poco severi. Per gli USA si è notato come l’economia mostri alcuni problemi di ripresa, ma Bernanke nel suo discorso del 21 davanti al congresso ha affermato che se dovesse essere necessario la FED sarà pronta ad intervenire con le giuste contromisure per sostenere la ripresa. Vediamo però ora più nel concreto dal punto di vista del prezzo come si son mosse le maggiori coppie di valute.
Euro – Dollaro USA
Un’inizio si settimana positivo ha spinto la moneta unica verso il nuovo massimo a quota 1.3027, ma il fallimento nel mantenere posizione sopra la resistenza psicologia di 1.30 ha portato in un solo giorno a perdere una gran quantità di strada fatta e toccare il valore minimo di 1.2733 durante il già citato discorso di Bernanke.
La settimana si è conclusa con gli stress test che hanno fatto recuperare valore all’euro fino a chiudere ad 1.2910, ma non senza far altresì notare un incredibile picco di volatilità durante il rilascio.
Resistenze ora utili da monitorare possono essere i livelli 1.2964, 1.30 e 1.3027. Solo una decisa rottura sopra il livello di 1.30 con mantenimento di posizione potrà significare una nuova spinta rialzista.
Tuttavia osservando il grafico settimanale è molto evidente come l’ultima candela formatasi sia grande simbolo di indecisione e potrebbe costituire un freno per la valuta unica. Un ripiegamento al ribasso potrebbe dunque essere validato innanzitutto dalla rottura dei primi due immediati supporti a 1.28 e 1.2730 valutando il movimento nella fascia tra 1.25 e 1.27. Supporto interessante a 1.2470
Euro – Sterlina
Anche contro la sterlina l’euro ha aperto positivamente la settimana andando a testare per ben due volte il livello 0.8530, ma proprio il fallimento a superarlo ha aperto la strada ad un forte ribasso che portato l’euro ad essere scambiato contro la sterlina a 0.8317. Solo dopo il risultato degli stress test la moneta unica ha recuperato un poco delle perdite chiudendo a 0.8369.
Il movimento al ribasso dell’ultima metà del mese troverebbe una grossa spinta se quest’ultimo minimo di settimana, ossia 0.8317, dovesse essere violato. Supporti a seguire sarebbero il livello 0.8272, 81.80 e il più lontanto 0.8060.
Al rialzo una rottura della resistenza attorno ai livelli 0.8460/70 potrebbe condurre a un nuovo detest della zona 0.5830 oltre la quale si potrebbe guardare il livello 0.86 e ancora più su 0.87.
Sterlina – Dollaro USA
La sterlina chiude positivamente la propria settimana dopo aver fatto segnare un minimo nella sua metà al livello 1.5125 in concomitanza con il discorso di Bernanke che ha influenzato l’andamento delle maggiori valute.
Ora al rialzo è la resistenza a 1.5471 che deve essere violata per poter pensare ad un nuovo rialzo. Si potrebbe puntare subito dopo a quota 1.5520 e 1.5710; sopra vi sarebbe il 1.5830.
Al ribasso il primo supprto interessante p il livello 1.5125 oltre il quale si potrebbe puntare a 1.5080 e a 1.4950/60.
Dollaro USA – Yen
Una partenza di settimana in salita verso il massimo di 0.8756 vede poi un brusco calo verso il minimo a 0.8634. La settimana va a chiudere poi al rialzo verso 87.45 dopo il fallimento di una nuova rottura al ribasso da parte dello Yen.
Ricordiamo che lo Yen è ai suoi massimi storici e la tenuta del livello 87.60 è fondamentale per una nuova spinta al ribasso.Rotta tale resistenza al rialzo interessante è il livello 88 e a salire 89.10.
Al ribasso la rottura fondamentale per un forte movimento in favore dello Yen dovrebbe avvenire sul livello 86.30 per potersi spingere verso 84.80. Valutare, se dovesse perdurare questo movimento laterale, un’operatività che sfrutti gli estremi dei canali per acquisti e vendite.
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