Nella giornata odierna, sia per la Bank of England che per la European Central Bank, è parsa migliore la scelta di lasciare i tassi invariati. Rispettivamente le due banche hanno riconfermato tassi pari allo 0,5% e all’1%. Questa scelta è dovuta fondamentalmente alla volontà di mantenere aperta la fornitura di liquidità in un’ottica di sostegno alla ripresa economica, evitando ogni possibile freno dovuto ad un aumento dei tassi.
La BoE continua la politica un basso tasso d’interesse dal marzo 2009 quando il mercato come ben si sa ha toccato il fondo dall’inizio della crisi. Questa decisione non ha sopreso nessuno degli economisti che avevano mosso previsioni in merito alle scelte di politica monetaria. Sempre la stessa Banca non ha rilasciato alcuna comunicazione sulla volontà di modificare i 200 miliardi di sterline di asset, soprattuto bond del governo britannico, acquistati tra il marzo 2009 e il febbraio 2010 all’interno del piano di quantitative easing. L’inflazione rimane tuttavia al di sopra del target pari al 2% fissato dalla BoE attestandosi al 3.4%.
Sul fronte europeo la BCE fa sapere di mantenere il tasso di interesse al livello record dell’1% con lo scopo di garantire tutto il flusso di liquidità che l’economia dovesse necessitare in un momento in cui la ripresa pare essere incostante e posta in un ambiente caratterizzato dall’elevata incertezza. Si arriva così al quattordicesimo mese di tassi invariati come comunque era atteso dagli economisti.
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