E’ proprio della giornata di ieri, la risoluzione 67/E dell’agenzia delle entrate in merito alla tassazione delle plusvalenze ottenute sul mercato Forex spot. Analizzata la situazione classica dell’operatività di ogni investitore sul mercato valutario, e valutata anche l’esistenza dei roll over delle posizioni a fine giornata con conseguente impossibilità di avere operazioni aperte consecutivamente per più giorni, l’agenzia delle entrate è arrivata al punto di assimilare, dal punto di vista tributario, le operazioni a quelle trattate nell’articolo 67 del Tuir e precisamente al comma 1 lettera c quinques.
In base a questa lettare del comma 1, costituiscono plusvalenze imponibili quelle realizzate mediante rapporti aventi contenuto finanziario attraverso cui possono essere conseguiti differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto.
Con questa disposizione l’egenzia delle entrate attrae a tassazione quelle situazioni nelle quali il contribuente pone in essere una pluralità di contratti o atti aventi oggetto valute estere, finalizzati a conseguire differenziali positivi o negativi in dipendenza di un evento aleatorio (andamento delle valute estere).
Le plusvalenze ottenute dunque a fine giornata, anche in caso di mancata chiusura “reale” della posizione dovranno essere evidenziate della dichiarazione dei redditi, quadro RT – sezione II e in tale sede deve essere applicata l’imposta pari al 12,5%. Al contrario, come previsto dall’articolo 68 comma 9 del Tuir, le eventuali minusvalenze e i differenziali negativi derivanti dalle operazioni non sono deducibili della determinazione del reddito.
Come influirà questa risoluzione sul rapporto trader e mercato Forex? Sicuramente ora il Forex avrà decisamente meno attrattiva per quelli che vi si riversavano attratti dalle voci di tassazioni assenti, forse altri abbandoneranno questo mercato per evitare tassazioni su plusvalenze che potrebbero avvenire anche in caso di effettivo saldo negativo del conto data la non deducibilità delle minusvalenze. Resta solo da attendere qualche giorno per cogliere tutti i pareri che inizieranno a sorgere nel web. Infine diffidate da chi continuerà a dire che nel Forex non vi sono tasse!
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[...] Vediamo meglio nel dettaglio quanto è stato comunicato. Alla link seguente è possibile reperire a fondo pagina un collegamento al documento ufficiale dell’agenzia delle entrate in merito alla tassazione al 12,5% dei profitti sul mercato Forex. [...]
Credo che con questa chiarimento della agenzia delle entrate non si possa più operare sul forex, il punto non è la tassazione o meno delle plus valenza ma bensi la non deducibilità delle minus valenza che sommate alla chiusura giornaliera del contratto porta a pagare (con certezza matematica) tasse di 12,50 su guadagni che non si sono mai realizzati. Nel caso in cui apro una posizione sul forex a 1,30 e il giorno successivo scende a 1,20 e dopo 2 giorni ritorna a 1,30 io non avrò realizzato alcuna plus-valenza ma dovrò pagare il capital gain da 1,20 a 1,30, quindi nel caso di una operazione di 50000 euro dovrò pagare 625 euro di capital gain senza aver avuto alcuna reale plus-valenza. Ho fatto l’esempio di un solo giornoi ma è chiaro che su una operatività di svariati giorni si debba pagare una cifra di capital gain elevatissima a fronte di nessun gudagno o addirittura di Minus valenza.