Nella scorsa settimana di contrattazioni, sebbene iniziata dopo un weekend portatore di notizie positive, il sussegursi di comunicati e commenti negativi ha ulteriormente indebolito la moneta unica. Da lunedì si è assistito ad un crollo quasi verticale, calmato solo nell’ultima giornata con un leggero recupero. Sono stati toccati i minimi di oltre un anno fa.
L’osservazione del grafico su un timeframe molto ampio, come può essere quello giornaliero o meglio ancora settimanale, evidenzia come l’ultima candela sia andata a testare quella che è la trendline che sostiene il movimento dall’autunno 2005. Obiettivi al ribasso, con una rottura della citata trendline, potrebbero essere i livelli 1.2455 e 1.2327. Andando oltre si troverebbe la zona attorno a 1.20 che potrebbe interessare in caso di forte movimento ribassista del cambio. Supporti ulteriormente al ribasso poi sarebbero i livelli 1.1865 e 1.1640.
Per uno spunto positivo del tasso di cambio euro dollaro i primi due livelli da osservare nel breve sarebbero nei pressi di 1.30 e 1.3115. Spingendosi poi oltre si incontrerebbe la resistenza della trendline che delimita il movimento ribassista dalla metà di marzo. Oltre di essa livelli da prendere in considerazione sono 1.3690 e 1.3817.
L’oscillatore RSI nel weekly si mostra ancora inclinato totalmente verso il basso, ma basta andare su timeframe inferiori per notare una leggera virata in senso positivo dopo l’ultima giornata di contrattazioni.
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