Purtroppo questo è un mercato dove le buone notizie faticano a trovare spazio e quello che mostra in questi giorni l’economia è solo sintomo di un’accresciuta paura per il caso greco, oltre al timore di un rapido dilagare di questa infezione dei bilanci pubblici verso altre nazioni. Le vendite sui titoli di stato Greci hanno infatti spinto al ribasso anche i bond governativi di stati come Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia.
Gli spread si amplificano enormemente e spingono al 13% il rendimento dei titoli a due anni mentre per i bond decennali il rendimento oltrepassa il 9% facendo segnare uno spread di oltre 650 punti base nei confronti del bund.
Ora l’urgenza diventa entrare in possesso di un prestito di 10 miliardi per poter far fronte, entro il 19 maggio, alla scadenza di un bond dal valore di ben 8.1 miliardi. L’arrivo dei fondi non costituirà comunque alcun tipo di soluzione, ma si limiterà solo a rinviare nel tempo una decisione definitiva per risolvere la crisi greca.
La moneta unica si mostra decisamente debole negli scambi, soprattutto grazie ad una Germania che troppo spesso si mostra ambigua sull’intervento di sostegno allo stato mediterraneo. I ministri europei, compresi quelli italiani, hanno espresso dissenso verso la Germania e la sua politica temporeggiatrice.
Il problema che si sta avendo ora in Germania è una reticenza nell’aiutare in modo deciso la Grecia anche in vista delle elezioni che avverrano ad inizio mese prossimo. La Merkel forse troppo preoccupata di non mostrare un forte intervento tedesco per preservare i soldi dei contribuenti, sta aspettando nuove proposte da Atene su come ridurre ulteriormente il deficit. Richieste di ulteriori proposte da molti definite eccessive.
Questi interessi multipli della Merkel dovranno stare attenti a non portare ad un tardivo intervento dell’Europa per il salvataggio dello stato ellenico. Temporeggiare solo per vantaggi politici interni potrebbe significare il default greco oltre alla diffusione di questa instabilità ad altri stati europei (che gia ne stanno risentendo) con enorme pericolo per tutta l’economia, nonchè per la moneta unica.
Ora occorrerà attendere inizio maggio per osservare le prime manovre di intervento e finanziamento alla Grecia.
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